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La sezione raccoglie in formato digitale scritti di Maria Montessori che è possibile rendere di pubblico dominio. I testi sono riprodotti in lingua originale e nel formato della edizione prescelta.
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Il metodo della pedagogia scientifica
Edizione critica digitale

Manuale di Pedagogia Scientifica

Note sul Metodo Montessori

Corso di Pedagogia Scientifica
Appunti e note sulle lezioni della D.ssa Maria Montessori docente nell’Università di Roma
Il metodo della pedagogia scientifica
Edizione critica digitale
L’Edizione critica di Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini, edita dall’Opera Nazionale Montessori nel 2000 è stata curata da Paola Trabalzini. Negli anni successivi si sono sviluppati numerosi studi a carattere storico riguardanti il pensiero e l’opera di Maria Montessori e la sua rete di relazioni, che hanno contribuito ad articolare il quadro di riferimento dell’attività intellettuale montessoriana. L’Edizione critica è oggi resa disponibile alle pratiche di ricerca, studio, scavo filologico-critico sviluppate nel campo delle digital humanities.
Il metodo della pedagogia scientifica, pubblicato nel 1909, è il primo e fondamentale testo di Maria Montessori, l’atto di nascita della sua proposta pedagogica. Nell’arco della vita l’autrice ‘ritorna’ più volte sull’opera, e alla prima seguono altre quattro edizioni: nel 1913, nel 1926, nel 1935 e nel 1950 con il tiolo La scoperta del bambino.
L’Edizione critica presenta: i saggi di analisi critica di Giacomo Cives, Augusto Scocchera, Paola Trabalzini, l’Introduzione metodologica, il Testo critico e comparativo, per il confronto filologico e sinottico delle cinque edizioni, le Illustrazioni delle varie edizioni e l’Indice dei nomi delle opere e delle illustrazioni.
La consultazione può avvenire pagina per pagina e attraverso il motore di ricerca che permette di individuare tutte le occorrenze di un termine nell’intero corpus dell’Edizione critica, comprese le note (dove sono registrate le varianti presenti nelle edizioni successive alla prima) e le didascalie delle immagini.
Manuale di Pedagogia Scientifica
Nel 1921 Montessori pubblica la prima edizione del Manuale di pedagogia scientifica con la prefazione di Antonio Labriola, politico ed economista socialista. Il libro è dedicato alla marchesa Maria Maraini Guerrieri Gonzaga, amica e sostenitrice dell’attività della studiosa di Chiaravalle. La seconda edizione del libro, ampliata rispetto alla precedente, è del 1930 e la terza del 1935. Queste ultime due edizioni hanno la prefazione di Nazareno Padellaro, pedagogista di riferimento del regime negli anni Trenta.
L’edizione del 1921 è la versione italiana del libro Dr. Montessori’s Own Hanbook, edito da William Heinemann, pubblicato nel 1914, sempre con la dedica alla marchesa e la prefazione della stessa Montessori. Negli anni Dieci, la diffusione e l’applicazione del metodo nel mondo anglosassone rende necessaria la stesura di un testo di facile e immediata consultazione per gli insegnanti, che nel testo trovano l’elenco dettagliato e la spiegazione del significato delle attività svolte nella Casa dei Bambini.
Tutte le edizioni italiane sono pubblicate dall’editore Alberto Morano di Napoli e dotate di un apparato fotografico che testimonia la diffusione delle Case dei Bambini e delle scuole elementari nel capoluogo campano.
Nel 1918 a Napoli si costituisce la “Società Amici del metodo Montessori” promotrice, in collaborazione con il Comune, di corsi di formazione. Nei primi anni Venti, il capoluogo partenopeo è un centro montessoriano molto attivo, grazie anche al lavoro di formazione e supervisione delle scuole svolto, a partire dal 1919, da Giovanna Maria Fancello, allieva di Montessori fin dal “Corso di pedagogia scientifica” tenutosi nel 1909 a Città di Castello.
Nel 1923 nella città partenopea esisteva una “circoscrizione Montessori” di cui facevano parte sedici classi, dislocate in cinque differenti sedi, frequentate da ottocento bambini. Vi erano, inoltre, tredici sezioni, di Casa dei Bambini e di scuola elementare, frequentate da circa seicento bambini. Tutte le insegnanti avevano il titolo Montessori.
Note sul Metodo Montessori
Da febbraio ad agosto 1926 ebbe luogo a Milano, presso la Società Umanitaria, un corso nazionale di formazione per insegnanti di Casa dei Bambini e di scuola elementare. Il corso era diretto da Maria Montessori ed è il primo a essere autorizzato con decreto dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Per documentare e celebrare questo evento fu pubblicato l’opuscolo Note sul metodo Montessori. Applicazione – Diffusione – Immagine e vita infantile, a cura del Comitato di Milano dell’Opera Nazionale Montessori, presieduto da Giuseppe Gallavresi, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune lombardo, e dame dell’aristocrazia sostenitrici del metodo quali le contesse Orietta e Ludovica Borromeo d’Adda. Probabilmente è proprio a questo fascicolo che Montessori fa riferimento in una lettera a Ludovica Borromeo, scritta da Berlino nel Natale del 1926, quando le esprime parole di apprezzamento per la realizzazione del “magnifico opuscolo italiano”.
Sulla copertina è raffigurato il bambino che - come un auriga vittorioso dell’antichità - guida il carro trainato da quattro cavalli pieni di forza che rappresentano quattro conquiste intellettuali: disegno, scrittura, lettura e aritmetica. L’immagine della “quadriga trionfante”, del bambino che guida sé stesso con slancio e gioia alla conquista della cultura è introdotta nella terza edizione di Il metodo della pedagogia scientifica, pubblicata nel 1926.
Il fascicolo contiene testi di Maria Montessori e Giuliana Sorge in cui sono esposti i principi del metodo, un’ampia documentazione fotografica che testimonia le molteplici dimensioni della vita educativa nella Casa dei Bambini, un resoconto della diffusione internazionale della pedagogia montessoriana e un sunto dei principali interventi tenuti all’inaugurazione e alla conclusione del corso. Le illustrazioni ritraggono la Casa dei Bambini della Società Umanitaria diretta da Lola Condulmari, che aveva frequentato il Corso di pedagogia scientifica del 1909.
Corso di Pedagogia Scientifica
Appunti e note sulle lezioni della D.ssa Maria Montessori docente nell’Università di Roma
Nell’agosto del 1909 Maria Montessori tenne il Primo Corso di Pedagogia Scientifica nella Villa Montesca, proprietà dei Baroni Alice e Leopoldo Franchetti, a Città di Castello (Perugia). Inserito nel programma dell’Istituto Franchetti, fondato nello stesso anno, il Corso fu il primo nell’ambito dei Corsi di istruzione per la vita pratica femminile.
Alice Hallgarten Franchetti, filantropa ed educatrice statunitense, era sensibile alle istanze del modernismo religioso che all’inizio del ‘900 proponeva l’armonizzazione del cattolicesimo con le conquiste dell’epoca moderna in ambito culturale e sociale. Ella era impegnata da tempo nel quartiere di San Lorenzo di Roma in opere educative e umanitarie promosse da una élite aristocratica e intellettuale di impronta cosmopolita che andava confrontandosi sui temi dell’analfabetismo e dell’integrazione sociale, in un clima di solidarietà verso l’infanzia e il mondo femminile.
È proprio operando in questo contesto che Alice Hallgarten conobbe Maria Montessori ed ebbe modo di apprezzare e condividere le sue idee e ricerche. Già nel 1901 Alice Hallgarten aveva aperto una scuola elementare a la Montesca per i figli dei contadini della tenuta e, nell’anno successivo, ne aprì un’altra a Rovigliano, sempre nella tenuta di famiglia. Si trattava di scuole progettate in prima persona dalla baronessa che si era documentata sui più aggiornati metodi educativi dell’epoca, visitando diverse scuole sperimentali in Europa.
Alice Hallgarten aveva seguito con vivo interesse l’esperimento della Casa dei Bambini di San Lorenzo fino a volerlo implementare nelle sue scuole rurali. Decise di coinvolgere nell’impresa anche il marito, che visitò la prima Casa dei Bambini di Via dei Marsi e al termine di una lunga osservazione convinse Montessori dell’urgenza di mettere per iscritto l’esperimento. La studiosa di Chiaravalle, ospite dei Franchetti nella villa Wolkonsky a Roma, scrisse Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini, pubblicato nel 1909 dalla tipografia Lapi di Città di Castello e presentato al Corso di Pedagogia Scientifica.
Tra le prime scuole ad adottare il metodo Montessori vi furono la Casa dei Bambini e la scuola elementare della Montesca – in quest’ultima vennero svolte le esercitazioni del primo Corso di Pedagogia Scientifica; la scuola elementare di Rovigliano e la Casa dei Bambini istituita nel 1908 dai Franchetti per i figli delle dipendenti del laboratorio Tela Umbra aperto a palazzo Tomassini nel centro di Città di Castello. Un’altra esperienza montessoriana fu quella della scuola elementare nella tenuta al Pischiello (in località Passignano sul Trasimeno) dei marchesi Ranieri di Sorbello. Anche la marchesa Romeyne Robert Ranieri di Sorbello era una filantropa di origini statunitensi la quale dedicò la sua vita ad un’operosità imprenditoriale che permise il riscatto sociale delle donne contadine. Nel 1903 diede avvio alla Scuola di Ricamo Ranieri di Sorbello con l’intento di favorire l’emancipazione delle contadine che lavoravano nella tenuta, ma anche di assecondare il suo interesse per il recupero dei manufatti della tradizione locale. Impegno e lungimiranza la portarono, insieme alla sua fidata collaboratrice Carolina Amari, a brevettare il Punto Umbro che veniva ricamato esclusivamente sulla Tela Umbra, prodotta dal laboratorio di Alice Hallgarten. E fu proprio quest’ultima ad organizzare un incontro tra Romeyne e Maria Montessori nel maggio del 1907 (Pazzini, 2021). Non a caso, tra le settanta partecipanti al primo Corso di Pedagogia Scientifica, è possibile rintracciare le maestre che erano in servizio presso le scuole delle due nobildonne: Maria Marchetti e Dina Rinaldi della scuola della Montesca, Anna Cinaglia della scuola al Pischiello.
Il Corso, che prevedeva lezioni di carattere teorico, tecnico e pratico, era rivolto a insegnanti e “dame” desiderose di conoscere il metodo Montessori e si teneva tutti i giorni del mese di agosto esclusi i festivi (Istituto Franchetti in Città di Castello, in “Gioventù Nova”, a.V, n.5, 15 marzo 1909).
L’opuscolo Corso di pedagogia scientifica consiste in una ricostruzione dei contenuti delle lezioni e dei dibattiti svolti a margine delle stesse. Pubblicato nel 1909 dalla Società Tipografica Editrice di Città di Castello, è stato ripubblicato in copia anastatica nel settembre del 1976 e distribuito come inserto allegato al numero 12 della rivista “Vita dell’infanzia”.
Come si evince dal discorso di apertura tenuto da Leopoldo Franchetti il 1° agosto del 1909, per l’inaugurazione fu festa grande nella cittadina. Presero parte all’evento le più alte autorità culturali e scolastiche della provincia: il Provveditore agli Studi, le autorità cittadine e “gli amici”. Il senatore si riferisce a figure impegnate nella diffusione e innalzamento della cultura quali la poetessa Vittoria Aganoor Pompilj e la contessa Maria Pasolini, studiosa di storia, dedita a iniziative assistenziali anche rivolte all’istruzione delle donne per favorire il loro processo di emancipazione.
Sostenuta da esponenti di un ambiente culturale sensibile all’innovazione, aperto al dialogo e di spirito democratico, nel 1909 Maria Montessori con il corso di pedagogia scientifica dà inizio alla formazione di insegnanti secondo la proposta metodologica che stava elaborando. Nel tempo l’attività di formazione la condurrà a confrontarsi con l’esigenza di una puntuale articolazione dei corsi stessi e con la necessità di avvalersi di esperte allieve in grado di aiutarla man mano che la richiesta di formazione si sarebbe fatta più capillare.
Per una ricostruzione più completa:
V. P. Babini, L. Lama, Una “donna nuova”. Il femminismo scientifico di Maria Montessori, Milano, FrancoAngeli, 2000; S. Bucci, Educazione dell’infanzia e pedagogia scientifica. Da Froebel a Montessori, Roma, Bulzoni Editore, 1990; M. L. Buseghin, Cara Marietta… Lettere di Alice Hallgarten Franchetti (1901-1911) , Città di Castello, Tela Umbra, 2002; C. Pazzini, Maria Montessori tra Romeyne Ranieri di Sorbello e Alice Franchetti dall’imprenditoria femminile modernista alla creazione del Metodo, Roma, Fefè Editore, 2021.
Credits: Emma Perrone
Scritti di Maria Montessori in “Vita dell’infanzia” RICERCA AVANZATA
“Vita dell’infanzia” è la rivista dell’Opera Nazionale Montessori fondata nel 1952. La consultazione dei contributi di Maria Montessori può avvenire per singolo articolo. Il motore di ricerca permette, inoltre, di individuare le occorrenze di un termine in tutti gli articoli, tenendo conto anche del testo delle didascalie delle immagini, oppure soltanto in quelli pubblicati in un determinato anno. Quando uno scritto non ha il titolo, come accade per il primo, il titolo proposto è tratto dalle prime parole dello scritto stesso e riportato tra parentesi quadre.